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E' l' isola di Marettimo, a ovest delle Egadi la più lontana, a picco sul mare, ideale per
gli amanti del mare incontaminato.
Essa custodisce millenari segreti, dai numerosi relitti alle agili
imbarcazioni fenicie e puniche, alle solide navi romane e ai galeoni
spagnoli, tutti tesori del mare.

Marettimo offre un attracco al modesto molo dello Scalo nuovo, vicino le piccole case
dei pescatori, allineate lungo la baia, le caratteristiche barche con
l'alto fregio di poppa chiamate dai marinai del luogo, campione. L' isola di Marettimo è
montuosa, costituita da rocce calcaree e dolomitiche. Essa ha un fascino
non comune, diverso dalle altre isole che sono intorno alla Sicilia. Significativo, se non obbligatorio, perciò, diventa il giro dell' isola
con le barche dei pescatori per esplorare le numerose e bellissime
grotte marine, alcune piccole, altre tanto vaste da consentire l'accesso
a due o tre barche insieme (da segnalare sicuramente e' la grotta
del Cammello di fronte lo scoglio omonimo); per gustare i pesci
pescati durante lo stesso giro e cucinati dai pescatori, per ammirare,
sotto
punta Troia il sinistro castello, trasformato in prigione dai
Borboni
per i rivoluzionari partenopei tra i quali G. Pepe. Grande il senso di ospitalità della gente acuito dal lungo isolamento dei mesi
invernali, e desiderosi di scambiare impressioni con chi giunge da lontano. Una mulattiera porta al faro di punta Libeccio, e un'altra, verso
l'alto, conduce alle cosiddette Case romane: resti di una solida
costruzione innalzata, probabilmente nel primo secolo dopo Cristo, da un isolato
presidio dell'Impero Romano.
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